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Fare l’errore di sbagliare

L’errore è sempre in agguato, per molti questa possibilità è difficile, quando non impossibile, da accettare, capace di mettere in discussione intere parti di sé.

Eppure, sbagliare non è raro, capita a chiunque può capitare in qualsiasi momento ed in merito a qualsiasi aspetto dell’esistenza.

Ma cos’è l’errore per noi? Se qualcosa si reputa sbagliata è, soprattutto, perché avevamo un’idea di come sarebbe stata “giusta”. Sembra essere qualcosa molto legato alle aspettative, a ciò che vorremmo, a come pensiamo le cose dovrebbero andare.

Quanta responsabilità pensiamo di avere quando si verifica un errore? Molto dipende da quanto controllo pensiamo di avere sulla realtà, che ci circonda, sull’esito delle nostre azioni.

Più attribuiamo questo controllo alle nostre caratteristiche ed abilità, più ci sentiremo in grado di direzionare il risultato, maggiormente saremo responsabili di un eventuale fallimento.

Ma siamo davvero in grado di esercitare tutto il controllo di cui ci reputiamo capaci. Spesso no.

Spesso sottovalutiamo l’importanza di certe variabili in gioco, non consideriamo tutti gli attori coinvolti, non valutiamo a dovere cosa è necessario. Non possiamo controllare tutto, per molti di noi anche questo aspetto non è di facile accettazione.

E quando pensiamo di avere il controllo totale della situazione, allora ci attribuiamo anche la totale responsabilità del risultato. Ecco perché l’errore può essere fortemente e volutamente evitato proprio per proteggere sé stessi. Proteggersi da una valutazione negativa delle proprie capacità. Nel tentativo di evitare un colpo alla propria autostima, che costruiamo anche grazia al senso di autoefficacia.

Fin dove si può arrivare per non sbagliare?

Possiamo esasperare i tentativi di controllo, focalizzandosi su ogni singolo dettaglio, analizzando le situazioni, considerando tutte le variabili e le possibili combinazioni, cercando di prevedere il maggior numero di scenari possibili, ma per quanto potremo diventare abili prima o poi qualcosa ci sfuggirà.

Oppure possiamo restare immobili. La paura di sbagliare e la conseguente necessità di evitare che ciò accada, può portare certi individui a scegliere di non mettersi in gioco. Rinunciare all’ azione come estremo tentativo di proteggersi dalla possibilità di un evento, che si reputa intollerabile. Non sempre questo atteggiamento viene messo in atto apertamente, anche con sé stessi. Ma chiediamoci le ragioni, che spesso possono sottostare a ciò che continuiamo a rimandare, procrastinare o evitare.

Cosa fare allora?

Iniziare a rivedere le nostre idee in merito all’errore. Perché nell’immaginario di molti sbagliare è una situazione da evitare rigorosamente, il pericolo in agguato da cui guardarsi le spalle. Ciò a cui non sarebbe possibile sopravvivere. L’importante, invece, non è non sbagliare ma far sì, che da questa esperienza si possa imparare qualcosa per migliorare.

   

Quando ciò avviene l’errore viene spogliato dalle sue vesti terrificanti e diventa una tappa di un percorso di crescita, il momento attraverso il quale è possibile acquisire nuove competenze, valutare ciò che non avevamo valutato e allargare quindi le nostre visioni.

Un’occasione anche per dimostrarci più indulgenti con noi stessi.

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