Crescita Personale,  Qigong,  Relazionialità,  Yijing

Tutto cambia…

Probabilmente anche tu hai esclamato più volte nella vita “Basta, da domani si cambia musica!” oppure ti sei trovato, tuo malgrado, in una situazione in cui il cambiamento è stato imposto “da fuori” causato da eventi che ti hanno fatto sentire travolto e senza controllo… Non sono momenti facili da attraversare!

Sia che tu abbia formalmente deciso, sia che la vita abbia deciso per te, confontarsi con il tema del cambiamento è molto complesso e vorrei proporti qui alcune riflessioni tratte dal mondo dell’energetica tradizionale cinese, magnificamente rappresentata dal Classico dei mutementi, Yijing, che potrebbero rivelarsi utili strumenti per favorire ogni processo di evoluzione.

Una considerazione preliminare: mutare o cambiare?

Lo Yijing ci aiuta a percepire la non sottile differenza tra i due termini. In esso sono descritti minuziosamente i modi in cui la vita muta e il mutamento è caratteristica imprescindibile e implacabile che connota le nostre esistenze. Le stagioni mutano, i paesaggi mutano, i nostri lineamenti mutano e questo movimento si presenta prima come lievissime e impercettibili differenze che poi giorno dopo giorno fanno massa critica e si trasformano in mutamenti visibili. Per esempio, ci guardiamo tutti i giorni allo specchio mentre ci laviamo i denti o ci pettiniamo ma solo un determinato giorno ci rendiamo conto di avere una ruga in più, di essere invecchiati.  Questo è il mutamento che non richiede intenzionalità da parte nostra ma del quale possiamo avere fiducia: tutto muta….per fortuna!

Cambiamento è qualcosa di diverso, esprime un’intenzione. L’intenzione è qualcosa che matura in noi da una consapevolezza e da una possibilità di dirigere il timone della nostra vita e influenzare in questo modo l’ambiente umano, sociale e naturale che ci circonda. Approfondiamo questo aspetto.

Quando la parola cambiamento emerge nei nostri pensieri indica qualcosa di molto importante a livello energetico: verosimilmente siamo  arrivati al culmine di una parabola esperienziale che non può fare altro che cambiare direzione per poter garantire armonia alla nostra vita. Cosa significa questo? Beh immaginiamo di essere stati eccessivamente indulgenti con un parente, un amico, un figlio e ritrovarci in balia di quella relazione senza più riuscire a percepire dei margini per potere manifestare i nostri desideri, le nostre necessità, la nostra voce. Ad un certo punto la situazione ha due possibili esiti: cristallizzarsi perdendo, almeno temporaneamente, la possibilità di esprimerci in modo spontaneo e sereno nella relazione, oppure qualcosa può intervenire e, in modo drastico o anche silenzioso,  contribuire al modificarsi dello status quo e promuovendo un rinnovato benessere nella relazione che hai con te stesso e con il mondo. 

Similmente ti puoi essere sentito investito da un evento che ha drasticamente  e improvvisamente stravolto l’equilibrio della tua vita: un licenziamento, una malattia, una perdita ma anche un inaspettato innamoramento. Che fare di fronte a tutto questo? Lasciarsi sopraffare e perdere la capacità di agire o cos’altro? Un approccio di saggezza ci consiglia, per esempio, di provare ad accogliere quanto ci accade, facendo buon viso a cattivo gioco, consapevoli che anche questa nuova esperienza sarà transitoria ma comunque degna di investimento personale.

3 consigli per sintonizzarci con noi stessi e affrontare i momenti di cambiamento sostenendoli in piena consapevolezza:

1. Sviluppare il senso di sicurezza.  La fatica ad abbracciare o sostenere il cambiamento di frequente è connessa al dubbio e alla paura nei confronti di ciò che esso può implicare. Spesso una carenza di sicurezza a livello energetico, può essere affrontata con la pratica di metodiche volte ad acquisire un maggiore livello di consapevolezza e di proprio-cezione. La pratica di discipline quali il Qigong o il Taijiquan consentono di lavorare sulle basi fondamentali del proprio radicamneto alla vita. Una metodica apparentemente molto semplice quale il Ti bao shi, abbracciare la sfera, consente questo passaggio sia a livello corporeo che emozionale ed energetico. Essa infatti pone le basi per una postura retta, distinta, consapevole ma mai orgogliosa che rispecchia sicurezza, flessibilità e disponibilità. In fondo alla pagina trovi un video animato che potrà accompagnarti in questa esperienza.

2. Separare il concetto di paura dalla percezione del pericolo. Quando hai paura non è sempre a causa di un possibile pericolo! Un esempio: con la tua sensibilità, con il tuo  cuore intuisci che è arrivato il momento di licenziarti dal posto di lavoro ma  appena questa intuizione  affiora la tua mente inizia ad avere paura “Non farlo è pericoloso!”. Potrebbe essere importante riprogrammare questa risposta abituale: paura e pericolo non vanno sempre a braccetto, anzi, talvolta la paura costituisce la base per fare dei passi avanti nella propria vita e non è necessariamente causa di arresto. Non è detto che il pericolo si annidi effettivamente dietro una paura!  Per agire in questa direzione potresti  concederti del tempo per allenarti a discriminare le diverse opzioni. Esercizi di respirazione e di auto-centratura potranno essere di grande aiuto per sviluppare lucidità di cuore-mente.

3. Aprire il cuore e sviluppare un circolo virtuoso di fiducia. E’ difficile lasciarsi andare al cambiamento se non abbiamo fiducia nei nostri strumenti e se non percepiamo una più sottile forma di affidamento alla vita. Questo non significa abdicare al libero arbitrio bensì nutrire un’attitudine positiva e flessibile alla vita che per scorrere serenamente necessita di momenti di cambiamento più o meno importanti o drastici.  Arrendiamoci in modo benevolente al fatto che tutto cambia.

Prova a sostenere il cambiamento attraverso questi consigli e buona pratica!

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