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Tornare a Giocare. Adulti, estate e l’energia del Leone.

Quando ci sentiamo su una strada piena di paletti, semafori e strettoie in  termini di regole, di tempo, di relazioni, non è facile ricordare quale profumo meraviglioso ha sentirsi liberi e profondamente assorbiti in ciò che si sta facendo, istante dopo istante. Una possibile strada da percorrere è proprio ricordare, riconnettersi ai momenti in cui abbiamo fatto questa esperienza, per esempio da piccoli, giocando.

Prove generali di vita...giocando

Giocare ha un ruolo importantissimo in quasi tutte le comunità. Vi sarà capitato di vedere in qualche documentario cuccioli che praticano abilità di sopravvivenza impegnandosi in combattimenti di gioco e giochi di caccia e balzo. Noi umani non siamo così diversi.  Anche noi da piccoli abbiamo fatto tante prove generali di vita, di ruolo, ve lo ricordate? Abbiamo curato dolori “immaginari” nostri e dei nostri compagni di gioco; abbiamo passato ore a cucinare, impastare, fare acquisti, viaggiare, dipingere e andare a scuola; abbiamo nuotato in oceani e scalato montagne; e siamo stati praticamente tutto dal pompiere al ballerino, dall’insegnante al violinista. Abbiamo messo in scena funerali, matrimoni, nascite. Ci siamo sentiti liberi di essere e di fare ciò che il momento ci suggeriva. E poi? In molti abbiamo proseguito.
Quanti di noi hanno pensato o avuto conversazioni ad alta voce con sé stessi in previsione di un incontro? Per quanto tempo restiamo in piedi davanti allo specchio a provarci abiti, ondeggiando al ritmo di una musica immaginata? E, naturalmente, quanti di noi aspettano con trepidazione Carvevale e  Halloween per giocare e travestirsi? In queste occasioni il tempo vola e  quando ci “svegliamo”  ci stupiamo dell’intensità dell’esperienza fatta. Dove siamo stati? cosa ci ha assorbito? Per molti è un luogo nel quale tornare a esprimersi nella propria intima libertà.

Leoni e fanciulli

Giocare è un buon modo per vedere prendere forma mondi, paesaggi, storie, personaggi e sopratutto non sentirsi in una morsa stringente di regole e doveri. 

Chi giocherà in modo più intenso, con più trasporto potrà riuscire a percepire, o anche solo intuire, uno spazio conoscitivo magico, qualche volta sacro di inteconnessione tra sè e un flusso di energie più ampio. Queste esperienze di incontro hanno bisogno di uno spirito “innocente”, “fanciullesco”, “principiante” nel senso di colui che non sa cosa lo aspetta ma si affida, sperimenta.  Questa breccia si può aprire se riusciamo ad aprirci all’inaspettato, all’inatteso.

Durante le nostre giornate siamo chiamati a sapere tutto, avere sotto controllo tutto e non lasciare nulla al caso.  La posizione del fanciullo, del principiante ci apre invece proprio a questa dimensione di potenzialità che troppo spesso ci sembra lontana da noi, difficile da afferrare.

E’ estate e siamo nei giorni del segno zodiacale del Leone. Parole chiave di questo periodo sono fanciullezza, gioco, libertà, azione, tempo fiabesco, manipolazione. Un momento ideale per riconnettersi alla nostra dimensione crativa.

A livello astrologico l’archetipo del Leone  ci parla anche di una importante integrazione, quella tra generazioni più vecchie e quelle più giovani.  Da questo segno in poi le relazioni divengono fondamentali, il tempo una questione e il futuro un potenziale problema. Siamo proprio nella fase zodiacale nella quale l’individuo ancora fanciullo si sta interfacciando con il mondo che si sta strutturando davanti ai suoi occhi. Nel nostro caso il percorso da fare è quello inverso: da adulti abbiamo l’occasione di sfruttare questo mese di agosto, questo periodo estivo, per provare a riprendere contatto con il nostro fanciullo interiore. Un tempo Carl Gustav Jung scrisse “Il fanciullo in me è ancora in giro e possiede una vita creativa che a me manca. Ma come posso raggiungerlo?”

Allora possiamo immaginarci di riconnetterci o invocare l’energia del Leone che è appena nato in quanto figlio che crea e  che gioca la sua libertà, che si perde nel flusso della sua sperimentazione, che nel perdersi si rende disponibile a conoscere nuove dimensioni, emozioni, pensieri, paesaggi.

RI-CORDARE: dal lat. richiamare nel presente del cuore e del sentimento qualcosa che non ti sembra più qui o non è più adesso...

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