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Neo-genitori nella notte.

Quando in casa arriva un bebè le notti sono talvolta affollate: gioia, paura, fatica, senso di inadeguatezza, frustrazione, dubbi e tanta tantissima stanchezza. Capire cosa sta succedendo emotivamente e fisicamente è molto difficile visto che avviene di tutto e tutto insieme!

Libri, articoli e tanti i consigli vengono dispensati ai neogenitori e spesso sono utilissimi da leggere e ascoltare ma poi arriva la sera, ci si sente soli nel proprio vissuto e capita che la notte cominci a fare paura!

Dalle 18 in poi spesso cominciano infatti a sorgere impellenti domande: come andrà questa notte con il nostro piccolo, sarà difficile come quella di ieri? Dormirà? Starà bene se chiudo gli occhi? Riposeremo almeno un pochino? Ce la faremo fino a domani mattina? Quando poi sopraggiungono le ore centrali della notte questi interrogativi prendono piede: la mancanza di sonno, i pianti, i silenzi, talvolta i rancori rivolti ad amici, familiari, al nostro partner, molti i pensieri e le preoccupazioni…Tutto questo sembra avere la meglio su di noi e perdiamo serenità nell’approcciarci a questa fase della giornata.

Cosa potrebbe aiutare i neo-genitori a rasserenarsi in tanta confusione e stanchezza? Da un punto di vista energetico potrebbe essere utile procedere per gradi e iniziare a parlare di cos’è per noi la notte.

Spesso se ne parla e la si percepisce solo come di uno spazio temporale tra due “giorni”, o come di un lungo momento in cui ciò che si dovrebbe fare è “solo” chiudere gli occhi, riposare, sognare -possibilmente senza fare incubi- o, alla peggio dedicarsi alle cose che durante il giorno non siamo riusciti a svolgere. Tendiamo a vivere la notte come funzionale alla vita diurna, al giorno che verrà, perdendoci un’occasione di crescita, faticosa ma ricchissima. 

E cosa succederebbe allora se decidessimo di aprirci a lei per conoscerla?

 

Notte, Peter Nicolai Arbo (1831–1892)

Potremmo per esempio scoprire che Nyx, una personificazione greca primordiale e divina della notte, apre la strada, nel buio e nel silenzio, a intuizioni e ci sollecita a tornare su questioni impellenti. Nyx è anche introspezione, è percezione sottile di ciò che accade al nostro corpo e ai nostri pensieri. Potremmo scoprire che preoccupazioni, autocritica, angoscia, rimorso, paura nell’antica cultura mediterranea erano tutti suoi figli.

Il fatto di essere attaccati da tante paure proprio di notte non è casuale e non è dovuto solo al fatto di essere stanchi o neo-genitori. Le veglie notturne non fanno altro che aprirci a questa parte di mondo interiore che è capace di portarci a grandi intuizioni e visioni.

Cosa possiamo fare per centrarci su queste immagini e connetterci a questa energia/forza con la curiosità di conoscerla?

Innanzitutto abbiamo bisogno di essere tutti COMODI.

Se, per esempio, allatto e sono scomoda (sia da seduta che da sdraiata), o se trascorro il mio tempo di veglia notturna sul bordo del letto per non spostare il piccolo che dorme nel lettone, posso partire dal bisogno di trovare il mio spazio e la mia posizione di comodità perchè, quella notturna, è un’esperienza alla quale voglio dare la mia migliore presenza. Mi preparo per accogliere tutti i pensieri e immagini che mi faranno visita.

Secondariamente, quando i pensieri divengono invadenti e vorticosi, potrebbe essere d’aiuto concentrarci sulla nostra RESPIRAZIONE non facendo nulla di particolare se non lasciarci attraversare da quanto capita, senza tentare di opporci a quanto accade in noi, e stare nel momento in cui siamo insieme al piccolo e a chi con noi condivide la notte, non attaccandoci a ciò che è stato ieri o a ciò che sarà domani.

Banale? Impossibile?

La notte e il giorno esistono solo in funzione l’una dell’altro. Nyx e i suoi figli vanno attesi, accolti, lasciati esprimere, ma non vanno trattenuti nelle nostre veglie per troppo tempo, dobbiamo lasciarli andare via.  Frequetando la notte impariamo a guardarla senza pregiudizi, nutrendo per lei reverenza, come per una maestra. Potrebbe anche succedere che improvvisamente ci troveremo ad attenderla curiosi di vedere quale parte di noi ci mostrerà proprio quella notte e per svolgere un grandioso compito di sostegno alla via della vita.

Bibliografia:

Hillman J, La forza del carattere. Adelphi, 2000.

Graves R, I miti greci. Longanesi, 1992.

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